Cambio di stagione dell'armadio: come farlo bene (e in mezza giornata)

Due volte l'anno hai il guardaroba intero sotto gli occhi. È l'unico momento in cui puoi decidere qualcosa di sensato su quello che possiedi.

Il cambio di stagione viene quasi sempre trattato come un trasloco: sposta di qua, sposta di là, chiudi tutto e non pensarci per sei mesi.

È uno spreco. Due volte l'anno hai tutto il guardaroba fra le mani, capo per capo. È l'unica occasione in cui puoi prendere decisioni informate su cosa possiedi, e costa poco farlo mentre stai già spostando.

Quando farlo

In Italia i momenti sensati sono fine settembre-inizio ottobre e fine aprile-inizio maggio. Non prima: le settimane di transizione richiedono ancora entrambi i registri.

Tieni fuori una scorta di mezza stagione — un trench, due maglie leggere, un paio di pantaloni medi — indipendentemente dal cambio. Copre le due o tre settimane ibride senza costringerti a riaprire le scatole.

I sette passi

1. Svuota la parte che esce

Tira fuori tutto il fuori stagione e mettilo sul letto. Come per il riordino generale dell'armadio, la pila serve: vedere ventidue maglioni tutti insieme cambia il giudizio su ciascuno.

2. Seleziona mentre sposti

Qui sta il valore aggiunto. Per ogni capo, tre domande secche:

  • L'ho indossato questa stagione? Se un maglione ha passato l'inverno appeso, l'inverno prossimo farà lo stesso.
  • È ancora in buono stato? Pallini, aloni, elastici andati, cerniere rotte.
  • Lo ricomprerei?

Chi non passa va in tre destinazioni: riparazione, donazione, smaltimento tessile. La pila "boh" va in una scatola datata, chiusa, che riapri al cambio successivo: se in sei mesi non l'hai cercata, doni senza aprirla.

Il vantaggio di farlo adesso invece che "un giorno" è che il capo è già in mano tua, ed è già stagione finita: hai l'informazione completa su quante volte l'hai messo.

3. Lava tutto prima di riporre

Non negoziabile. Le tarme non mangiano la lana: mangiano i residui organici depositati sulla lana — sudore, cellule di pelle, tracce di cibo. Un maglione pulito è molto meno interessante di uno indossato due volte e riposto "tanto è quasi pulito".

Stesso discorso per le macchie invisibili: zucchero e sudore ossidano nei mesi e ricompaiono a primavera come aloni gialli che non vanno più via.

Fai asciugare completamente. Un capo riposto anche solo leggermente umido produce muffa in un contenitore chiuso.

4. Ripara adesso

Bottone mancante, orlo scucito, cerniera che salta: ora, non a settembre prossimo. Un capo riposto rotto viene ritrovato rotto, e a quel punto serve subito e non c'è tempo — così finisce che non si indossa mai più.

5. Riponi nel modo giusto

  • Maglieria e lana: piegata, mai appesa (appesa si deforma sotto il proprio peso), in contenitori rigidi e traspiranti.

  • Cappotti e giacche: appesi in custodie di cotone, non di plastica. La plastica non lascia respirare e ingiallisce i tessuti chiari.

  • Piumini: mai compressi a lungo. Il sottovuoto schiaccia la piuma e il capospalla non recupera il volume.

  • Cotone e sintetici: qui i sacchi sottovuoto vanno benissimo e fanno guadagnare molto spazio.

  • Scarpe: pulite, con carta all'interno per mantenere la forma, in scatole etichettate.

Antitarme: lavanda o legno di cedro in sacchetti di cotone, mai a contatto diretto col tessuto. La naftalina non è in commercio in Italia dal 2008.

6. Etichetta i contenitori

"Maglieria inverno", "Cappotti", "Costumi e mare". Scritto, sul lato visibile della scatola. Tra sei mesi non ti ricorderai, e senza etichetta finirai per aprire quattro scatole per trovarne una.

7. Sistema quello che entra

Ricomponi per categoria, poi per colore. E metti a portata d'occhio i capi che indosserai nelle prossime tre settimane, non quelli da pieno inverno: l'armadio deve rispecchiare il mese in corso, non la stagione teorica.

Il conto che vale la pena fare

Mentre sposti, tieni un conteggio grezzo di quanti capi non hai indossato nella stagione appena finita. È un numero che quasi nessuno conosce e che di solito sorprende: nella maggior parte degli armadi sta tra un terzo e la metà.

Serve a due cose. La prima è capire quanto spazio (e denaro) sta occupando qualcosa che non usi. La seconda è più utile: guardando quali capi sono nella pila, di solito emerge uno schema — sempre lo stesso colore, o sempre la stessa vestibilità. È l'informazione più utile che il cambio di stagione ti può dare, e sparisce nel momento in cui chiudi le scatole senza annotarla.

Fotografare i capi mentre li sposti — o segnarli in una lista, o in un'app — trasforma quel pomeriggio in un inventario che ti resta. È anche il modo più semplice per non ricomprare a ottobre il maglione grigio che hai già in una scatola sotto il letto.